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LA LETTERA DEL GOVERNATORE – LUGLIO 2013

Amiche ed amici rotariani,

ho finalmente l’occasione di raggiungervi tutti per ringraziarvi per la grande emozione che mi avete regalato partecipando così numerosi ed affettuosi all’Assemblea di Ostuni. E’ stato per me un momento davvero importante perché ho “sentito” il vostro sostegno, la vostra vicinanza, ma soprattutto la vostra condivisione degli obiettivi proposti.

Vorrei inoltre tentare di descrivervi l’esperienza esaltante del Congresso di Lisbona a cui noi del distretto 2120 abbiamo partecipato in tanti e nel corso del quale Maria Luisa ed io abbiamo avuto l’onore di salutare il Presidente Ron Burton e la consorte Jetta, ai quali abbiamo brevemente anche parlato del nostro Distretto e dei nostri progetti; emozionante è stato inoltre incontrare un numero davvero elevato di rotariani provenienti da tutto il mondo con alcuni dei quali è stato bello ed interessante parlare, confrontarsi e scambiarsi le rispettive esperienze rotariane.

Il mese di luglio dà inizio al nuovo anno rotariano ed al mio mandato di Governatore del nostro Distretto. E’ un mandato che mi accingo ad espletare con l’orgoglio di colui che guida un Distretto da tutti riconosciuto come grande per le sue capacità e le sue rilevanti attività rotariane, pur essendo stato sino allo scorso anno il più piccolo, per numero di soci, fra i distretti italiani. Così come ho detto all’Assemblea, mi impegnerò per ascoltare i soci, per rispettare l’autonomia dei club all’interno di linee guida di riferimento distrettuale, per far tesoro del grande patrimonio di conoscenze ed esperienze di chi mi ha preceduto non solo alla guida del Distretto, ma anche come semplice rotariano all’interno dei Club, portatore di esperienze di intenso impegno civile: in questi mesi di preparazione infatti ho avuto modo di verificare la grande ricchezza rotariana, umana e professionale che esiste all’interno dei nostri Club, in molti casi quasi nascosta.

Tanti anni fa accettai di entrare nel Rotary, allettato dall’idea di far parte di una comunità di persone che, pur essendo diverse da me per caratteristiche caratteriali, professionali, avessero in comune con me il desiderio di coltivare l’amicizia, di migliorare la cultura, ma soprattutto di dare ad entrambi questi due valori una valenza in più, quella di essere utili per il prossimo.

Una bellissima poesia della straordinaria poetessa americana Emily Dickinson ben sintetizza questa esigenza che è alla base della volontà di diventare e di sentirsi rotariani:

 

Se io potrò impedire

a un cuore di spezzarsi,

non avrò vissuto invano –

Se allevierò il dolore di una vita

o guarirò una pena –

o aiuterò un pettirosso caduto

a rientrare nel nido,

non avrò vissuto invano.

 

Effettivamente il modo più autentico di dare un senso alla propria vita è quello di occuparsi di chi è in difficoltà. Con questo spirito e con entusiasmo sono diventato rotariano, ed oggi mi trovo, in qualità di governatore, a guidare un intero distretto. La gioia che deriva dal ricoprire questo ruolo è immensa, perché penso col vostro aiuto e il vostro sostegno, miei cari amici rotariani, di poter evitare che “molti cuori si spezzino”; di poter “alleviare il dolore, guarire una pena e aiutare più passerotti caduti dal nido”.

Il tema del Presidente internazionale Ron Burton

Vivere il Rotary, cambiare vite

ribadisce con forza questo concetto e facendo riferimento al trend storico dei programmi rotariani che hanno cambiato la vita a milioni di persone, evidenzia come vivendo appieno e fino in fondo il messaggio rotariano, si riuscirà ancora e meglio in futuro a “cambiare le vite”.

La realtà più difficile oggi, in un Paese che sta attraversando una profonda crisi e dalla quale ha difficoltà a risollevarsi, è proprio la condizione giovanile. Sono i giovani le vittime reali ed innocenti di politiche sbagliate, di messaggi e comportamenti scorretti; sono loro in questo momento i più bisognosi della nostra attenzione e dobbiamo concentrare le nostre forze per coinvolgerli nell’etica rotariana quale supporto essenziale per affrontare il loro futuro.

Allora il nostro tema distrettuale

Un futuro per i giovani

diventa un messaggio di speranza, di impegno con i giovani e per i giovani. Insieme a loro potremo lasciare definitamente la “babele” per procedere alacremente alla costruzione della torre della vita.

Vi abbraccio tutti.

Renato Cervini


 

fonte: http://www.rotary2120.org/
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